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L'incontro con Gad Lerner! |
Finalmente le vacanze sono finite!
Lo so, ho passato tutta l’estate a vantarmi di quanto tempo avessi per
rilassarmi dopo le fatiche dell’esame di Maturità… eppure stare in giro quasi
fino all’ultimo giorno disponibile non è stata una buonissima idea! Una
settimana in Trentino, qualche giorno a Roma e una toccata e fuga a Venezia
hanno prodotto un bel raffreddore, insieme ovviamente a moltissimi incontri e
tanto relax! Ora è il tempo di ricominciare, e io non vedo l’ora!
Proprio all’inizio di questo
nuovo “anno accademico” (che bello essere all’università!) ho avuto la
possibilità di partecipare a un evento davvero bellissimo. Nella splendida
cornice della chiesa di Santa Maria
Maggiore in Bergamo, martedì 1 ottobre 2019 ha preso vita un dialogo tra mons. Matteo Zuppi (vescovo di Bologna,
da sabato 5 ottobre sarà cardinale!) e Gad
Lerner, grande giornalista e saggista. Il tema dell’incontro, avvenuto nell’ambito
dell’iniziativa Molte fedi sotto lo
stesso cielo, che ogni anno porta nella mia amata Bergamo molte personalità
di spicco, era la povertà: il titolo infatti era “I poveri li avete sempre con voi”.
L'amore è uno spreco!
Dettaglio interessante, entrambi
i protagonisti prima dei loro interventi hanno accennato a due fatti purtroppo
abbastanza spiacevoli di cui sono divenuti protagonisti: il vescovo Zuppi per la recente questione dei “tortellini senza
mortadella”, per il quale è stato giudicato dal web (tra l’altro
ingiustamente, dato che l’idea – molto bella – non è stata sua) come traditore
delle tradizioni italiane; cito solo una frase emblematica sulla questione: “Parliamo di problemi veri!”. Gad Lerner invece era stato vittima qualche
settimana fa di insulti razzisti e xenofobi a Pontida, nel corso del raduno
della Lega “Nord”. Il giornalista ha voluto sorvolare la questione, ringraziando
per la solidarietà espressa dal pubblico.

Questa fortissima testimonianza (qui potete trovare un’intervista davvero potente: https://www.tv2000.it/ilmondoinsieme/video/prima-di-cena-don-pietro-sigurani/) si contrapponeva alle tantissime richieste di elemosina che ci venivano richieste in giro per la città.
La povertà è davvero un problema attuale, possiamo costatarlo
tutti. E non dobbiamo parlare solo di coloro che per la strada ci chiedono
aiuto, ma anche di quanti – e sono tantissimi, i dati sono impressionanti! – pur
lavorando a tempo indeterminato percepiscono così poco da essere nella
condizione di forte povertà.
Tornando all’incontro dell’altra
sera, don Matteo Zuppi ha abilmente commentato il brano di Vangelo che ispirava
il titolo dell’incontro. Quella donna che lava i piedi di Gesù con un profumo
preziosissimo, dal valore di 300 denari (oggi 15000€!) viene apostrofata da Giuda, che
lamentandosi dice “Si poteva vendere il profumo per dare il ricavato ai poveri”.
Ed ecco che Gesù risponde: “I poveri li avete sembra con voi”. Gesù sembra
fregarsene… in realtà, come don Matteo sottolineava, il gesto della donna è un
gesto d’amore, e l’amore non segue i calcoli. Per questo a Giuda sembra “uno
spreco”. Perché l’amore è uno spreco!
Sembra una perdita… l’amore è una
perdita! Gesù ci invita allo stesso modo a usare amore con i poveri, senza calcoli. Lo dico subito per non
scatenare polemiche: non significa dare 2€ a chiunque ci chiede aiuto. Bisogna
ripensare anche la carità, aiutando l’altro innanzitutto con l’amore. Chiedere come
va, chiedere il nome della persona che abbiamo davanti… questo è amore! Troppe volte
dare l’elemosina può diventare un gesto egoistico: dare qualche soldo ci fa sentire a posto con noi stessi, ma davvero
aiutiamo l’altro?
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Mons. Matteo Zuppi |
Fortissimo ancora l’invito di mons
Zuppi. “La filantropia è un’ottima cosa,
ma non ci può bastare!”. Questo perché il povero è tuo fratello, è parte di te!
E qui non posso non fare una
riflessione. Queste parole sono bellissime, ma quanta fatica facciamo a
riconoscere colui che ci chiede l’elemosina come nostro fratello? La maggior
parte delle volte reagiamo infastiditi, rispondendo magari con insulti. A questo
modo di fare si contrappone quello testimoniato dai due relatori: un sorriso,
un saluto… come cambiano le cose! Bisogna ricordare che chi vive sulla strada
con il tempo sperimenta una chiusura verso il mondo esterno, chiusura che si
riconosce nella difficoltà di incominciare nuove relazioni, con completa mancanza
di fiducia nell’altro. Ecco perché un sorriso, un saluto possono fare davvero
più di qualche euro. È chiaro poi che non può mancare, anche da parte delle
istituzioni, un aiuto materiale. Coloro che si trovano in povertà, ricordava don
Matteo, non hanno solo bisogni materiali… ma hanno bisogno di qualcuno che li
ami, che gli dica “Tu per me vali!”
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Gad Lerner |
Sono uscito da questo incontro
con una nuova consapevolezza: la differenza tra “poveri” e “non poveri” la
possiamo fare noi, con i nostri gesti. Infatti anche oltre all’aiuto economico
abbiamo la possibilità di dire ogni giorno a ogni persona che incontriamo “tu
per me vali”, semplicemente con un saluto, un sorriso, uno scambio di parole, un
po’ d’amore.
Agli occhi di qualcuno potrà
sembrare una pazzia, ma se non si parte dall’amore non si arriva da nessuna
parte!
Ciao Davice, piacere! Sono Alexandra nuova follower.
RispondiEliminaAnche io come te amo i libri e scrivo le mie recensione su La sabbia nella clessidra, il mio blog!
Spero passerai. ti aspetto, Ale
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RispondiElimina